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Premio Valeria Solesin: una nostra laureata magistrale tra i premiati

Chiara Gargiulo, laureata magistrale in Scienze Statistiche nel nostro Dipartimento, è tra i vincitori della seconda edizione del Premio Valeria Solesin, assegnato il 27 novembre nella sede italiana di Google e dedicato alla ricercatrice veneziana rimasta uccisa nella strage del Bataclan di Parigi nel 2015.

Il Premio è promosso dal Forum della meritocrazia e da Allianz partners , con il patrocinio del Presidenza del Consiglio dei Ministri e Comune e della Città Metropolitana di Milano , ed è intitolato “Il talento femminile come fattore determinante per lo sviluppo dell’economia, dell’etica e della meritocrazia nel nostro Paese”.

Sostiene i lavori ricerca più meritevoli che approfondiscono i temi del doppio ruolo delle donne divise tra famiglia e lavoro e degli effetti positivi di una presenza femminile bilanciata nelle aziende. Gli stessi temi su cui si concentravano le ricerche di Valeria Solesin.

La tesi di Chiara Gargiulo si intitola Uso del tempo e benessere personale: uno studio basato sull’analisi delle sequenze" ed è stata supervisionata da Stefano Mazzuco e Maria Letizia Tanturri, entrambi professori associati nel nostro Dipartimento.

Abbiamo chiesto a Chiara Gargiulo di raccontarci meglio questa esperienza, che è stata di ricerca ma anche umana.

Che effetto ti fa ricevere questo premio?
Ricevere questo premio è stata sicuramente una bella sorpresa che mi riempie di gioia, sia come riconoscimento del lungo lavoro che c’è stato dietro alla scrittura della mia tesi sia, soprattutto, per il significato e il messaggio che questo concorso si propone di veicolare.
Inoltre partecipare alla cerimonia di premiazione e potermi confrontare su temi di inclusione, opportunità, equilibrio e conciliazione con le altre ragazze vincitrici e con la famiglia di Valeria Solesin è stato un momento molto forte ed arricchente.

Cosa ti ha spinto a concentrarti sui questi temi?
Credo che Valeria Solesin fosse una di quelle persone che riescono ad essere esempio positivo per tutti quelli che stanno attorno, nella semplicità di una vita piena, libera e felice. Che fosse una ragazza curiosa ed aperta, con una grande voglia di vivere, scoprire e fare del bene nel suo quotidiano. Penso che sua madre e tutta la sua famiglia stia dando prova di questo portando avanti il suo ricordo anche tramite iniziative come questa, che valorizzano tutto ciò per cui lei stava lavorando.

Dietro ai risultati: com'è stato il lavoro di ricerca?
La mia tesi unisce due tematiche che mi stanno molto a cuore e che sono il benessere e la soddisfazione da una parte, e l’utilizzo del proprio tempo di vita dall’altro. Sono argomenti che in qualche modo parlano di me e sui quali mi interrogo nella quotidianità della mia vita, per cui è stato molto interessante svilupparli ed elaborarli a livello macro con riferimento all’intera società. Inoltre questo lavoro di ricerca è stato molto stimolante proprio per la ricchezza dei dati che mi sono stati concessi dall’Istat, sia in termini di numerosità del campione che di aspetti rilevati della vita degli individui. Questa stessa ricchezza mi ha permesso di porre il focus sulle tematiche che più mi interessano. D’altro canto la parte complessa del lavoro è stata quella di unire ed intrecciare i molti risultati derivanti dalle varie analisi svolte all’interno dell’elaborato in un numero limitato di conclusioni coerenti e semplici da trasmettere.

Tempo, felicità, benessere, soddisfazione: la tua ricerca parla anche di questo. Come si fa a leggerli e a comprenderli (e a raccontarli) attraverso i dati?
Mi interessano gli studi sulla qualità della vita e in particolare sulla ricerca del benessere come prerogativa stessa della vita: cercare di raccontare un tema ampio e complesso come quello della felicità tramite numeri e statistiche è una bella sfida. Tuttavia mi sembra anche il modo più naturale, partire dalla percezione che le persone hanno della propria soddisfazione negli aspetti più diversi della loro vita per comprendere i meccanismi che ci accomunano o distinguono e che sottostanno a tali percezioni.

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Premio Valeria Solesin: una nostra laureata magistrale tra i premiati

Chiara Gargiulo, laureata magistrale in Scienze Statistiche nel nostro Dipartimento, è tra i vincitori della seconda edizione del Premio Valeria Solesin, assegnato il 27 novembre nella sede italiana di Google e dedicato alla ricercatrice veneziana rimasta uccisa nella strage del Bataclan di Parigi nel 2015.

Il Premio è promosso dal Forum della meritocrazia e da Allianz partners , con il patrocinio del Presidenza del Consiglio dei Ministri e Comune e della Città Metropolitana di Milano , ed è intitolato “Il talento femminile come fattore determinante per lo sviluppo dell’economia, dell’etica e della meritocrazia nel nostro Paese”.

Sostiene i lavori ricerca più meritevoli che approfondiscono i temi del doppio ruolo delle donne divise tra famiglia e lavoro e degli effetti positivi di una presenza femminile bilanciata nelle aziende. Gli stessi temi su cui si concentravano le ricerche di Valeria Solesin.

La tesi di Chiara Gargiulo si intitola Uso del tempo e benessere personale: uno studio basato sull’analisi delle sequenze" ed è stata supervisionata da Stefano Mazzuco e Maria Letizia Tanturri, entrambi professori associati nel nostro Dipartimento.

Abbiamo chiesto a Chiara Gargiulo di raccontarci meglio questa esperienza, che è stata di ricerca ma anche umana.

Che effetto ti fa ricevere questo premio?
Ricevere questo premio è stata sicuramente una bella sorpresa che mi riempie di gioia, sia come riconoscimento del lungo lavoro che c’è stato dietro alla scrittura della mia tesi sia, soprattutto, per il significato e il messaggio che questo concorso si propone di veicolare.
Inoltre partecipare alla cerimonia di premiazione e potermi confrontare su temi di inclusione, opportunità, equilibrio e conciliazione con le altre ragazze vincitrici e con la famiglia di Valeria Solesin è stato un momento molto forte ed arricchente.

Cosa ti ha spinto a concentrarti sui questi temi?
Credo che Valeria Solesin fosse una di quelle persone che riescono ad essere esempio positivo per tutti quelli che stanno attorno, nella semplicità di una vita piena, libera e felice. Che fosse una ragazza curiosa ed aperta, con una grande voglia di vivere, scoprire e fare del bene nel suo quotidiano. Penso che sua madre e tutta la sua famiglia stia dando prova di questo portando avanti il suo ricordo anche tramite iniziative come questa, che valorizzano tutto ciò per cui lei stava lavorando.

Dietro ai risultati: com'è stato il lavoro di ricerca?
La mia tesi unisce due tematiche che mi stanno molto a cuore e che sono il benessere e la soddisfazione da una parte, e l’utilizzo del proprio tempo di vita dall’altro. Sono argomenti che in qualche modo parlano di me e sui quali mi interrogo nella quotidianità della mia vita, per cui è stato molto interessante svilupparli ed elaborarli a livello macro con riferimento all’intera società. Inoltre questo lavoro di ricerca è stato molto stimolante proprio per la ricchezza dei dati che mi sono stati concessi dall’Istat, sia in termini di numerosità del campione che di aspetti rilevati della vita degli individui. Questa stessa ricchezza mi ha permesso di porre il focus sulle tematiche che più mi interessano. D’altro canto la parte complessa del lavoro è stata quella di unire ed intrecciare i molti risultati derivanti dalle varie analisi svolte all’interno dell’elaborato in un numero limitato di conclusioni coerenti e semplici da trasmettere.

Tempo, felicità, benessere, soddisfazione: la tua ricerca parla anche di questo. Come si fa a leggerli e a comprenderli (e a raccontarli) attraverso i dati?
Mi interessano gli studi sulla qualità della vita e in particolare sulla ricerca del benessere come prerogativa stessa della vita: cercare di raccontare un tema ampio e complesso come quello della felicità tramite numeri e statistiche è una bella sfida. Tuttavia mi sembra anche il modo più naturale, partire dalla percezione che le persone hanno della propria soddisfazione negli aspetti più diversi della loro vita per comprendere i meccanismi che ci accomunano o distinguono e che sottostanno a tali percezioni.